La storia di Pietra Ligure

Pietra Ligure deve il suo nome all'antico castello che si erge sullo spuntone di roccia esposto a nord-est, dominando la baia, la costa e le colline circostanti. Castrum et Oppidum Petrae, il "castello di pietra", costruito nel VII - VIII secolo ed abitato a lungo dai Vescovi di Albenga, che nel 1100 ne fecero loro dimora estiva[5].

I primi insediamenti umani nella zona, risalenti al periodo neolitico, sono attestati dai vari reperti archeologici rinvenuti nelle caverne del monte Trabocchetto (Rocca delle Fene). Tra i vari reperti alcuni attrezzi per la caccia e la difesa, ma anche tracce di focolare. Altri ritrovamenti, come una tomba a carro riportabile, sono invece databili all'Età del ferro e al dominio imperiale romano nella zona. Furono inoltre ritrovate monete antiche del I e del II secolo, facendo supporre agli studiosi la costituzione di un centro abitato che, dopo il passaggio della via Aurelia verso la Costa Azzurra, acquistò maggiore importanza economica grazie al collegamento viario con i maggiori centri romani di Vada Sabatia (Vado Ligure) e Albingaunum (Albenga).

I Romani dovettero far fronte a una lunga resistenza da parte degli abitanti della zona (Liguri Ingauni), che arrivarono ad allearsi con i Cartaginesi nel corso della seconda guerra punica. La sottomissione all'Impero Romano fu definitiva dopo la sconfitta cartaginese del 181 a.C., nella battaglia combattuta presso Capo Caprazoppa, a Finale Ligure.

Durante l'era longobarda cominciò a svilupparsi il borgo medievale, intorno al castello già presente in epoca romana, fra la foce del torrente Maremola e il colle del Trabocchetto. La vicinanza del monte al mare favorì la coltivazione dei cereali e degli ortaggi, grazie alla naturale difesa dai venti. Il borgo, acquistata maggior potenza economica, divenne presto attrattiva feudale dei signori del luogo e della chiesa, come i marchesi Del Carretto (intorno all'XI secolo[5]) e il vescovo di Albenga (sarà lo stesso marchese Enrico II Del Carretto a cedere, nel 1216[5], il borgo al vescovo Oberto II) ma solo quest'ultimo riuscì a dominare il comune rivierasco. Il vescovo si adoperò per la ricostruzione del castello, nel XII secolo[5], e del borgo medievale, di cui restano ancora alcune significative testimonianze. In questo periodo la cittadina si estese verso sud-ovest, dando origine al "Borgo Nuovo".

Con atto del 17 dicembre 1385[5], rogato a Genova, il papa Urbano VI cedette "La Pietra" e le sue Ville alla Repubblica di Genova in pagamento dell'aiuto dato dalle galee della repubblica che lo avevano liberato quando si trovava a Nocera, assediato dalle truppe di Carlo II d'Ungheria nuovo re di Napoli (favorevole all'antipapa Clemente VII). La comunità pietrese retta da uno statuto (approvato da Genova il 15 febbraio 1386[5]) e da un podestà inviato dalla Repubblica comprendeva le località di: ToiranoBoissanoGiustenice (dal 1448), Verzi (oggi aggregata a Loano), Ranzi (oggi aggregata al comune di Pietra Ligure), Borgio e Verezzi[5].

Il castello

Pietra rimase fedele a Genova in molte occasioni, tra cui nella guerra del 1447 contro i marchesi di Finale e in quella del 1625 contro i Savoia per il dominio sul Marchesato di Zuccarello, cedendo i propri uomini all'esercito della repubblica. La repubblica genovese ricambiò spesso la fedeltà aiutando il borgo nello sviluppo economico e difendendolo dagli attacchi delle comunità limitrofe.

Risale al XVII secolo la nuova espansione edilizia lungo la sponda destra del torrente Maremola, che diede vita al nuovo quartiere denominato "Ajetta" (dalla brezza che vi spira), successivamente distrutto durante i bombardamenti dellaseconda guerra mondiale e ricostruito nel dopoguerra.

Con la dominazione di Napoleone Bonaparte il territorio della Pietra rientrerà dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona, all'interno della Repubblica Ligure annessa al Primo Impero francese. Dal 28 aprile del1798 con i nuovi ordinamenti francesi, farà parte del III Cantone, come capoluogo, della Giurisdizione delle Arene Candide e dal 1803 centro principale del VI Cantone della Maremola nella Giurisdizione di Colombo. Dal 13 giugno 1805 al 1814verrà inserito nel Dipartimento di Montenotte.

Nel 1815 verrà inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilirà il Congresso di Vienna del 1814 anche per gli altri comuni della repubblica ligure, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861; al 1863 risale il cambio di denominazione da "Pietra" a "Pietra Ligure" per Regio decreto[5]. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel V mandamento omonimo del Circondario di Albenga facente parte della Provincia di Genova; nel 1927 con la soppressione del circondario ingauno passerà, per pochi mesi, nel Circondario di Savona e, infine, sotto la neo costituita Provincia di Savona.

Nell'Ottocento e nel Novecento, l'attività portuale avviata da Genova si incrementò ancora con la nascita dei cantieri navali (1916). Nel 1928 al comune di Pietra Ligure verrà annesso il soppresso comune di Ranzi, già legato storicamente con Giustenice e poi indipendente[5].

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Pollupice, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[6] e in vigore dal 1º maggio 2011[7].